LE CHIESE E IL «SANCTUARY MOVEMENT» COME NELLE CITTÀ-ASILO DELLA BIBBIA

Dare rifugio a chi è minacciato di deportazione, esempi coraggiosi da Germania e Usa
di Alex Zanotelli
Missionario comboniano a Napoli e direttore di ‘Mosaico di Pace’

Caro direttore, le Chiese cattoliche e protestanti della Germania, che partecipano al ‘Sanctuary Movement’ offrendo asilo nelle proprie chiese ai rifugiati che rischiano di essere deportati nell’inferno da cui sono fuggiti, stanno dando una bella testimonianza di umanità a tutta l’Europa.

Chi sta incarnando, in questi giorni, tutto questo è la badessa del monastero benedettino di Maria Frieden, in Baviera, madre Mechthild Thurmer, alla quale la stampa tedesca ha fatto da cassa di risonanza. Questo monastero benedettino aderente alla Carta del ‘Sanctuary Movement’ ha iniziato ad accogliere donne profughe minacciate di espulsione, entrando ben presto in conflitto con le autorità giudiziarie. Infatti il tribunale di Bamberga aveva già nel 2018, minacciato la badessa Mechthild Thurmer di arresto e incarcerazione perché si era rifiutata di pagare una multa di 2.500 euro per aver bloccato la deportazione di una donna eritrea alla quale aveva dato asilo.

Lo stesso Tribunale sta ora facendo pressione su di lei perché consegni una donna curda protetta dal monastero con la promessa di cancellare la supermulta del 2018. Madre Thurmer ha definito la proposta «alienante». E ha aggiunto che è disposta ad andare in prigione piuttosto di consegnare alla polizia la donna curda. «Se mi mandano in prigione, ci andrò. E con la coscienza limpida.

Non posso consegnare una persona a cui ho dato ‘asilo’». E ha aggiunto: «Quelle due donne sono esseri umani che non hanno futuro nelle rispettive patrie e hanno già sofferto tanto. Che ci venga vietato di aiutare tali persone mi sembra pura follia». Madre Thurmer spera che questa sua vicenda possa spingere di nuovo la Chiesa a praticare «l’antica tradizione dell’asilo» nei propri edifici. E i vescovi della Baviera le stanno dando ora forte sostegno.

Questa in Germania è anche la posizione del Comitato Ecumenico, composto da parrocchie cattoliche, protestanti e da altre realtà ecclesiali che a loro volta hanno firmato la Carta del ‘Sanctuary Movement'(2010). E io sono fiero che anche i missionari comboniani della Germania vi abbiano aderito. «Noi ci impegniamo? afferma la Carta? a offrire asilo nelle nostre chiese a rifugiati minacciati di deportazione nella loro terra ove possono rischiare la vita. Non desisteremo finché soluzioni accettabili vengano trovate. Se necessario, dobbiamo avere il coraggio di scontrarci con le autorità civili».

Questo movimento si ispira alla tradizione biblica delle città-asilo (Numeri 35,9-34), ripresa poi nel Medioevo: chi riusciva a trovare rifugio in una città-asilo o in un luogo sacro, aveva diritto a essere protetto. Questa tradizione è stata rinvigorita negli Usa, negli anni Ottanta del Novecento, quando Reagan deportava i profughi nicaraguensi o salvadoregni nei loro Paesi dove li attendeva la fucilazione. Più di 500 chiese si costituirono in ‘santuario’ e molti vennero salvati da morte certa.

Con la presidenza Trump, il problema si è riproposto di nuovo. E così ben 700 istituzioni (chiese protestanti come cattoliche, ma anche università, contee e perfino uno Stato come la California) hanno iniziato a offrire ‘asilo’ a chi rischiava di essere deportato rischiando la vita. «Le chiese? ha scritto sulla rivista ‘Sojourners’ il pastore Brittany Packnett ? devono aprire i loro battenti per accogliere coloro che Trump vuole deportare.

Se Trump decidesse di deportare undici milioni di clandestini, dobbiamo chiedere una massiccia disobbedienza civile. La resistenza è un lavoro sacro. Ecco perché è il nostro lavoro». Non è solo l’America di Trump che ha questi problemi, ma anche l’Europa, Italia inclusa, persegue simili politiche migratorie attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne (Libia, Sahel e Turchia) e l’espulsione di chi non ha formale diritto a chiedere asilo.

Ma deportare profughi in certi Paesi vuol dire esporli alla morte, alla prigione o al dileggio pubblico. Ecco perché penso che sia fondamentale per le Chiese cristiane in Italia, lanciare una loro Carta del nuovo ‘Sanctuary Movement’ sul modello di quello europeo. Ora tocca a noi.

tratto da “Avvenire”.

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