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Elezioni a Verona Elezioni Sindaco di Verona

Elezioni a Verona

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Elezioni Sindaco di Verona

ELEZIONI A VERONA

Socia fondatrice di Agorà dei Agorà Dei Cittadini, Paola Poli è candidata nel listino del Sindaco Damiano Tommasi, sostenuto da Partito Democratico, In Comune per Verona (lista delle Sinistre Unite), Traguardi (lista civica), Lista civica (Verdi, + Europa. ecc…).

Il Partito Socialista, dopo 28 anni, presenta nel listino del Sindaco 2 Socialisti: Paola Poli e Giacomo Piva.

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Elezioni in Quarta Circoscrizione – Verona

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Elezioni a Verona Elezioni Sindaco di Verona

Michele Bertucco

www.michelebertucco.it

www.michelebertucco.it/2022/05/18/un-comune-che-ha-cura-delle-persone-anziane/

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Elezioni Sindaco di Verona

ELEZIONI A VERONA

Ci siamo, i partiti e i movimenti del Centro Sinistra unito stanno per completare le liste e la prossima settimana (il 13 maggio), saranno depositate .

Allora partirà la vera campagna elettorale.

Da un punto di vista mediato il CS non sarà alla pari con le destre, Tosi e Sboarina da mesi stando spendendo un incredibile quantità di denaro (dove lo prenderanno?) con manifesti giganti, ecc…

Damiano Tommasi ha deciso di non fare manifesti e di tornare al vecchio sistema: contatti personali con gli amici e i possibili elettori.

Le Cittadine e i Cittadini di Verona dovranno perdonarci se dovesse suonare il telefono di casa un paio di volte in più, ma dopo aver chiaccherato con i nostri candidati avranno qualche informazione in più che permetterà loro di votare con cognizione di causa.

Questo blog è aperto a tutti i/le candidati/e che potranno inserire pezzi utili per la loro campagna elettorale.

Gli scritti dovranno essere inviati a: redazione@agoradeicittadini.it

Gli articoli verranno pubblicati anche sulla pagina Facebook di Agorà.

Giorgio Righetti
(candidato nel Consiglio della 4^ Circoscrizione – In Comune per Verona)

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Elezioni a Verona

Il 12 giugno si vota a Verona

Il 12 giugno 2022 si voterà per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco di Verona.

3 sono i candidati di spicco, il sindaco uscente, l’ex sindaco Tosi e il candidato del Centro Sinistra Unito, Damiano Tommasi.

Nel curricula di Damiano Tommasi vi è una lunga militanza nel mondo del calcio professionistico, a cui è seguita la presidenza dell’Associazione calciatori professionisti.

Con altri ha dato vita a due scuole ispirate al pensiero di don Milani, che accolgono ragazze e ragazzi dalla scuola materna alle medie.

Queste elezioni non saranno facili per la compagine di Centro Sinistra, gli avversari già da mesi hanno riempito la citta con cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni (chissà quanto costano?), e il giornale locale ogni giorno riporta le foto dei due candidati della destra cittadina.

In 11 gruppi di lavoro si è discusso ed individuate le problematiche che affliggono Verona, dalla poca socialità, al consumo di suolo a verde, i trasporti, ecc…, Le relazioni sono state accorpate facendo nascere il programma e le intenzioni per i prossimi 5 anni. Il programma sarà fra pochi giorni pubblicizzato e presentato alla cittadinanza.

Oltre ai partiti, molte sono state le entità sociali che hanno aderito alla compagine, associazioni e comitati, inseriranno loro attivisti nelle liste elettorali.

La voglia di far ripartire Verona dopo 15 anni di stanco cammino amministrativo è forte. Anche Agorà dei Cittadini avrà una sua rappresentanza nel listino di Damiano Tommasi.

Paola Poli, attualmente Consulente di Parità della Provincia di Verona è stata scelta per partecipare alle elezioni e sarà presente tra i candidati del listino del candito sindaco. Damiano Tommasi.

Giorgio Righetti (redattore)

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COVID 19

La pandemia come fenomeno complesso e le scelte politiche

di Alberto Felice

L’accentuarsi della pandemia ci ha colti tutti di sorpresa. Dopo la seconda e la terza dose di vaccino ci eravamo lusingati di essere sulla via della soluzione. Ma non è così. L’arrivo di Omicron ci ha portato indietro nel tempo, con molte regioni colorate di giallo. Ai problemi della pandemia si sono aggiunti quelli derivanti dalle divisioni sociali sempre più aspre tra i no-vax e quelli che li considerano responsabili del perdurare della pandemia e di un surplus di costi sanitari.

Molti sono sconcertati della serie di contraddizioni che si sono succedute (certi vaccini prima vietati oltre una certa età e dopo non più, il limite dei 6 mesi per i richiami ridotto a 5 mesi e poi a 4 sull’onda dell’aumento dei contagi ecc.) e addebitano la gravità della situazione ad una incapacità di gestione della pandemia. Ma è un addebito sbagliato.

La pandemia è un fenomeno complesso. Per un fenomeno complicato riusciamo a definire un modello di comportamento ex-ante. Lo schema classico manageriale “analisi-pianificazione-implementazione” funziona beni in contesti complicati, ma non in contesti complessi. I sistemi complessi sono sistemi dinamici, che evolvono nel tempo secondo modelli che emergono durante il fenomeno stesso, modelli che non sono conosciuti ex-ante e sono ricostruibili solo ex post. Lo schema più adatto per governare i sistemi complessi è “azione-apprendimento-adattamento”. L’azione di perturbazione consente di riconoscere gli schemi di comportamento emergenti del fenomeno e di riadattare la strategia di intervento.

La pandemia è un fenomeno complesso. Per un fenomeno complicato riusciamo a definire un modello di comportamento ex-ante. Lo schema classico manageriale “analisi-pianificazione-implementazione” funziona beni in contesti complicati, ma non in contesti complessi. I sistemi complessi sono sistemi dinamici, che evolvono nel tempo secondo modelli che emergono durante il fenomeno stesso, modelli che non sono conosciuti ex-ante e sono ricostruibili solo ex post. Lo schema più adatto per governare i sistemi complessi è “azione-apprendimento-adattamento”. L’azione di perturbazione consente di riconoscere gli schemi di comportamento emergenti del fenomeno e di riadattare la strategia di intervento.

La pandemia è un fenomeno complesso. Per un fenomeno complicato riusciamo a definire un modello di comportamento ex-ante. Lo schema classico manageriale “analisi-pianificazione-implementazione” funziona beni in contesti complicati, ma non in contesti complessi. I sistemi complessi sono sistemi dinamici, che evolvono nel tempo secondo modelli che emergono durante il fenomeno stesso, modelli che non sono conosciuti ex-ante e sono ricostruibili solo ex post. Lo schema più adatto per governare i sistemi complessi è “azione-apprendimento-adattamento”. L’azione di perturbazione consente di riconoscere gli schemi di comportamento emergenti del fenomeno e di riadattare la strategia di intervento.

La pandemia è un fenomeno complesso. Per un fenomeno complicato riusciamo a definire un modello di comportamento ex-ante. Lo schema classico manageriale “analisi-pianificazione-implementazione” funziona beni in contesti complicati, ma non in contesti complessi. I sistemi complessi sono sistemi dinamici, che evolvono nel tempo secondo modelli che emergono durante il fenomeno stesso, modelli che non sono conosciuti ex-ante e sono ricostruibili solo ex post. Lo schema più adatto per governare i sistemi complessi è “azione-apprendimento-adattamento”. L’azione di perturbazione consente di riconoscere gli schemi di comportamento emergenti del fenomeno e di riadattare la strategia di intervento.

La pandemia è un esempio eclatante di complessità. Le continue mutazioni del corona virus stanno ai venti, come la soluzione della pandemia sta alla traiettoria dell’aliante. Non possiamo definire la soluzione della pandemia ex-ante, la ricostruiremo a tavolino ex-post, una volta atterrati. Ma adesso siamo ancora in volo. Dobbiamo fare come il pilota. Leggere i venti e azionare i comandi, apprendere e adattarci continuamente. E per pilotare l’aereo abbiamo bisogno di creare un grande consenso. Perché la politica si basa sul consenso.

In ultima analisi per governare la pandemia necessitiamo non soltanto di bravi medici, igienisti ecc., ma anche di bravi politici capaci di coraggiose misure non solo sanitarie, ma anche di accompagnamento sociale che aumentino la tolleranza (versus le divisioni) e che allarghino la coesione della comunità e il consenso politico. Per costruire un “patto” tra i molteplici attori coinvolti serve un sistema di valori condivisi, visione, competenze, mobilitazione dell’intelligenza distribuita ecc. Non è banale, ma è l’unico modo per affrontare gli impetuosi venti sanitari, politici, economici e sociali. Parola di pilota.

Alberto Felice De Toni, direttore scientifico di CUOA Business School, ordinario dell’Università di Udine e Past President della Fondazione Crui. Co-fondatore di “Agorà dei Cittadini”.

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Redazione

Effetto Dunning-Kruger: perché gli ignoranti pensano di avere sempre ragione

Prima che l’effetto Dunning-Kruger venisse studiato, altri negli anni si espressero sulla sicurezza degli ignoranti di non essere tali. Shakespeare si espresse in modo analogo in “Come vi piace”: Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio”. Il filosofo e matematico Bertrand Russell scrisse: “Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni”.

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Guerra in Ucraina

La tragedia dei profughi al confine con l’Europa

tratto dalla pagina FB di Paolo Trovato

Quelle lande che oggi si trovano ad essere parte del confine orientale della Polonia, dove si sono perpetrati durante il secolo scorso crimini di massa verso le popolazioni locali (polacchi, ebrei e ruteni) tornano ad essere teatro di raccapriccianti azioni e ritorsioni geopolitiche a scapito degli esseri umani. Anche questa volta le vittime sono coloro che fuggono da altri teatri di guerra: ieri dai pogrom, oggi dai conflitti del vicino e medioriente.


Se è vero che il governo bielorusso sponsorizza i passaggi aerei sulla propria compagnia di bandiera Belavia da Siria, Iraq e Afghanistan, per poi forzare questi profughi ad una marcia verso il confine polacco, sapendo che il governo polacco li respingererà, costringendoli ad una raccapricciante condizione disumana di stallo, è altrettanto vero che difficilmente il governo illiberale bielorusso indebolirá l’altrettanto illiberale governo polacco.

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Cose di Adria

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